EX OSPEDALE DI VARAZZE, COSA ACCADRA’?



OspedaleNella giornata di lunedì 5 Novembre si è tenuto il Consiglio Comunale di Varazze, lo stesso Consiglio avrebbe dovuto tenersi lunedì scorso, ma alcuni membri della maggioranza non si sono presentati costringendo all’aggiornamento della seduta.
Evidentemente uno dei punti all’ordine del giorno creava all’interno della maggioranza stessa delle difficoltà: “Programma delle alienazioni e valorizzazione ai sensi dell’art. 29 della l.r. 37/2011, secondo stralcio DGR n. 611/2012, immobili siti in via Calcagno 4: Residenza Sanitaria Assistenziale e Centro diurno Alzheimer – Variante P.U.C. – Proposta di controdeduzione alle osservazioni pervenute.”
 Tutti questi immobili di proprietà dell’ azienda sanitaria saranno certamente messi in vendita per far sì che l’ASL possa far fronte ai problemi economici odierni.
Al posto delle strutture oggi esistenti sorgeranno degli appartamenti, presumibilmente mini alloggi che andranno ad insistere per altro in una zona con una viabilità carente.
Con questa scelta i cittadini di Varazze perdono i servizi lì esistenti senza nessuna opposizione della Maggioranza consiliare.
Pare evidente a chiunque che il Comune coinvolto, per i suoi compiti istituzionali, in questa scelta, doveva e deve porre all’ASL, come contropartita, di avere altri servizi da offrire ai propri cittadini.
Questo è quello che dovrebbe fare un Sindaco responsabilmente impegnato a lavorare per la sua città.
Abbozzare in Consiglio, come è accaduto ieri, una linea suggerita da una parte della maggioranza e non ancora decisa ci appare una scelta minimale.
Chiedere che rimanga il solo Centro Alzheimer, in un luogo che presumibilmente diventerà un centro residenziale, e non perseguire nessun altro tipo di contropartita è apparso davvero limitato.
La Maggioranza in questa vicenda è stata del tutto passiva e subalterna alle scelte di altri, dimostrando ancora una volta incapacità amministrativa.

La Coordinatrice
Paola Busso



Varazze, 6 novembre 2012

La solita Italia, oppure Vendola



Oppure VendolaLa candidatura di Nichi Vendola alle primarie del centro sinistra rappresenta l’occasione di un grande cambiamento, prima di tutto per la coalizione che si propone di guidare alle prossime elezioni nazionali e quindi per il nostro Paese. E’ evidente che senza la presenza di Vendola le primarie avrebbero potuto essere un’altra cosa: una vicenda tutta interna al PD o influenzate da forze esterne al centro sinistra, nelle quali il rispetto della Costituzione, dei principi di solidarietà sociale, della laicità, della tutela del lavoro e dei lavoratori sarebbe stato solo un elemento marginale.
Nichi Vendola offre un’altra opportunità: innanzitutto una profonda discontinuità con il governo Monti, che con misure di prelievo inique ha immobilizzato il Paese reale cercando di cancellarne la coscienza di Repubblica fondata sul lavoro, sulla solidarietà e sui diritti che vanno quanto più allargati e non resi privilegi.
E’ necessario quindi ripartire per creare un’alternativa, un oppure: rispondere alla crisi economica che coinvolge l’Italia e l’Europa con la consapevolezza che è di investimenti reali che vogliamo parlare e non solo di finanza.
Bisogna puntare sull’innovazione, sulla scuola pubblica e la cultura, la sanità pubblica, l’innovazione, i diritti e la giustizia sociale.
Questi sono i temi da sviluppare e dai quali partire per il riscatto della vita della nostra comunità. Sulla base di queste considerazioni, che approfondiremo con le cittadine e i cittadini delle nostre città, il comitato del Levante Savonese per Vendola candidato premier, rivolge un appello affinché ad Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle L., Varazze e Stella si aggreghi un ampio consenso, le migliori energie che vogliano dare un contributo di idee e partecipazione.
Energie che vadano ben al di là del campo rappresentato da Sinistra Ecologia e Libertà, che rendano le primarie un passo fondamentale per la costruzione di una nuova politica, e di una nuova sinistra.
Per info e adesioni scrivere a levantesavonesexvendola@gmail.com
Elenco dei primi aderenti al Comitato:
Roberto Calcagno, Bagnino; consigliere comunale - Varazze
Paola Busso, insegnante precaria Scuola Primaria - Varazze
Maurizio Gualdi, tecnico di radiologia, rappresentante sindacale CGIL - Varazze
Sergio Acquilino, avvocato, consigliere comunale di Savona – Celle L.
Fabio Pastorino, impiegato – Celle L.
Franca Ferrando, ex dirigente scolastico, ex Assessore provinciale – Albisola Superiore
Franco Tessore, bancario; Consigliere comunale - Albisola Superiore
Giorgia Nasi, studentessa universitaria – Albissola Marina
Luigina Casara, dirigente scolastico – Albissola Marina
Andrea Giacchino, pensionato – Stella

22 Ottobre 2012


Via Guastavino: qualcosa non torna



La rampaNella realizzazione delle opere idrauliche di messa in sicurezza delle aste terminali dei torrenti Teiro e Arzocco, nella città di Varazze, è stata inserita la realizzazione della rampa di collegamento tra via Baglietto e via Guastavino. Tale rampa risulta all’oggi essere un accesso stradale il cui maggior fruitore è una società privata che ha realizzato sull’ex campo da bocce dei parcheggi privati. Quel sito nel progetto originario, previsto dalla precedente amministrazione, aveva un’indicazione di uso pubblico in particolare a giardini-bocciofila e la rampa che, era già prevista, permetteva quindi l’accesso a un’area di pubblica utilità. Sui percorsi amministrativi che hanno condotto all’approvazione e alla realizzazione dell’attuale situazione, il sottoscritto Consigliere Comunale Roberto Calcagno, unitamente a SEL, ha richiesto al Sig. Sindaco, attraverso una serie di interrogazioni, alcuni chiarimenti. Le interrogazioni a risposta scritta sono iniziate il 5 giugno e mi hanno permesso di avere un quadro più preciso della situazione, nonostante il faticoso percorso per accedere agli atti, e di formulare al Sig. Sindaco ulteriori interrogazioni di cui attendo risposta nella sede più appropriata del Consiglio Comunale. La rampa presente oggi che è stata realizzata con finanziamenti pubblici per lavori di sistemazione idraulica e per eventuali ripristini ha destato parecchie perplessità nella città e all’interno della stessa Amministrazione. E’ evidente che la rampa non è un semplice ripristino, infatti precedentemente era presente solo un accesso pedonale tramite scale, quindi il sottoscritto chiede al sig. Sindaco se ritiene amministrativamente corretto aver finanziato il nuovo accesso viario con soldi destinati a ripristino. In secondo luogo, essendo stata disattesa l’indicazione di utilizzo pubblico dell’area dove attualmente si trovano i parcheggi privati chiedo per quale ragione la “rampa” di accesso a tali parcheggi non è stata posta in carico alla soc. costruttrice dei parcheggi, principale fruitrice della nuova viabilità. Oltre a questi elementi vi sono altre irregolarità quali ad esempio la distanza della strada in oggetto dalla facciata finestrata di un edificio, che dovrebbe essere di 10 metri mentre risulta essere di appena 3 metri circa. Altro elemento di anomalia procedurale è il fatto che questa “rampa” rappresenta, per il suo carattere di nuovo accesso viario, nella sostanza una variazione al PUC. Tali varianti vanno portate in Consiglio Comunale e ciò non è avvenuto. Questi sono gli elementi principali delle interrogazioni da me poste la cui importanza è relativa ai fatti in oggetto ma anche alle procedure amministrative che hanno caratterizzato gli atti portati avanti da questa Amministrazione.

Consigliere Comunale Calcagno Roberto

Varazze, 6 settembre 2012

A Varazze si parla di nuovo di gassificatore


Un gassificatoreLa proposta di un gassificatore come “innovativa” soluzione per trattare i rifiuti era già stata paventata dalla stessa Amministrazione di Varazze alcuni mesi fa e il Circolo del Levante Savonese di SEL si era già pronunciato su quanto questa risposta fosse inadeguata e dannosa; il nostro giudizio quindi non cambia. Per far funzionare un gassifcatore che, per quanto moderno, immette comunque in atmosfera residui dannosi, non basta il residuo non indifferenziato di una buona e spinta raccolta differenziata; non avrebbe abbastanza potere calorifico. Quindi se si parla di gassificatore non si può parlare di raccolta differenziata, di riuso e di riciclo. E’ però evidente dalle esperienze più all’avanguardia, sia italiane che europee, che la strada per un corretto trattamento dei rifiuti, rispettoso della salute dei cittadini e dell’ambiente, è proprio una capillare rete di raccolta differenziata. La caduta di guadagno proveniente dai minori conferimenti nella discarica della Ramognina, dovrebbe essere il segnale di una direzione positiva verso cui si muovono i Comuni che conferiscono lì i loro rifiuti indifferenziati che evidentemente si sono ridotti. Per leggere positivamente questo dato l’Amministrazione e l’Assessore competente dovrebbero avere un progetto su cosa significa organizzare un serio piano dei rifiuti in un’ottica di raccolta differenziata. Gli interventi estemporanei che ogni tanto appaiono sui giornali non possono essere considerate proposte serie. Per quanto riguarda il 30% di differenziata a Varazze sono molti i dubbi vista la situazione dei punti di raccolta, la mancanza di indicazione sul conferimento e la pulizia generale della città.
Varazze, 31 agosto 2012

QUALE SISTEMAZIONE PER I VIGILI DEL FUOCO A VARAZZE?


Lettera aperta al Sindaco di Varazze

Il comune di VarazzeSinistra Ecologia Libertà, come soggetto politico, cerca di dare il proprio contributo affinché si trovino le risposte alle esigenze di Varazze e dei suoi abitanti. Per questo siamo molto preoccupati per le scelte che vengono fatte dall’attuale Amministrazione o meglio per le sue “non-scelte”.
Quale interesse mostra la Giunta per il futuro dei Vigili del Fuoco nella nostra città?
Il Distaccamento dei Vigili del Fuoco, grazie all’azione della Giunta di centro sinistra degli anni dal 1995 al 1999, trova a Varazze il giusto spazio e da diverso tempo è insediato nella attuale sede.
Da allora la loro presenza è stata essenziale nel contrastare i grandi incendi, che hanno colpito negli anni le nostre colline ma anche nella quotidiana azione preventiva.
Il fatto di avere i Vigili del Fuoco insediati nel tessuto cittadino è garanzia di rapidi interventi e la celerità di questi ultimi è direttamente collegata alla possibilità di ridurre il danno che potrebbe derivare agli edifici, al patrimonio boschivo e purtroppo anche alle persone stesse.
La loro dislocazione, per dare efficacia e senso alla loro azione, è dunque determinante.
Come soggetto politico e come cittadini non abbiamo risposte rassicuranti dal Sindaco e dagli Assessori ed è per questo che siamo qui a sollecitare una risposta pubblica del Sindaco in tal senso.
E’ diritto ed interesse di tutti gli abitanti di Varazze sapere se c’è la volontà di mantenere all’interno del territorio comunale il Distaccamento dei Vigili del Fuoco, così come la volontà e la capacità di mantenere nella nostra città la Croce Rossa, la Protezione Civile e non ultimo l’AVIS. Tutte questi lavoratori e volontari trovano oggi la loro sede nella zona ex T1 che sarà oggetto a breve di una risistemazione profonda, è necessario quindi assicurare ad essi opportune sedi transitorie e poi definitive.
Abbiamo il timore che superficialità e scarso interesse da parte dell’attuale maggioranza possano causare grave danno alla città.
In tempi di scarse risorse, come l’attuale, perdere il Distaccamento dei Vigili del Fuoco significa perderlo per sempre e pensiamo che averlo, in una sede adeguata, sia per i cittadini non un costo bensì un beneficio.
Chiediamo quindi al sig. Sindaco che si assuma la responsabilità di chiarire quali sono i progetti relativi alla dislocazione transitoria e definitiva dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa, della Protezione Civile e dell’AVIS.
Cordiali saluti e grazie per la risposta che vorrà dare a noi e ai cittadini di Varazze.
Scarica il documento in formato pdf


Varazze, 20 giugno 2012

Il CIRCOLO DEL LEVANTE SAVONESE di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’

aderisce all’iniziativa assunta dai gruppi consiliari di opposizione al Comune di Albisola Superiore (PD, Sinistra Albisolese, Gruppo Tessore) che organizzano una

CENA DI SOLIDARIETA’ a SOSTEGNO DEI LAVORATORI DELLA FAC
per VENERDI’ 1° GIUGNO 2012 ore 20.00 presso il CRS di Luceto (quota 20 Euro)
con la collaborazione dello stesso CRS e dell’ANPI.



I lavoratori della FAC sono in lotta da cinque mesi per la difesa della loro azienda e dei 148 posti di lavoro messi in forse dall’irresponsabile decisione della proprietà di porre in liquidazione l’antica fabbrica di ceramiche albisolese, nonostante le commesse ancora in atto. Dal momento della chiusura e della cessazione di ogni attività produttiva, avvenute nello scorso mese di gennaio, i lavoratori occupano la fabbrica notte e giorno in assemblea permanente. Nei giorni scorsi è partita la seconda “trance” della cassa integrazione che avrà la durata di un anno per tutti i 148 lavoratori. Il piano industriale presentato dal liquidatore – che parte da una drastica riduzione dei posti di lavoro, senza peraltro offrire alcuna concreta garanzia neppure per questo eventuale numero ridotto – è stato respinto all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori, che hanno presentato istanza legale per ottenere gli stipendi e tutte le spettanze arretrate finora non corrisposte dalla proprietà. Il Circolo SEL conferma il pieno sostegno alla loro lotta e la fattiva collaborazione perché essa abbia uno sbocco positivo attraverso un valido rilancio dell’importante azienda albisolese.
 Albisola Superiore, 28 Maggio 2012.

Il circolo del Levante a fianco dei lavoratori FAC



FAC AlbisolaIl Circolo Levante Savonese di SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ esprime pieno sostegno ai lavoratori della FAC in lotta per la sopravvivenza della loro azienda e la salvaguardia dei loro diritti, primo fra tutti il mantenimento del posto di lavoro. I 160 dipendenti della FAC sono oggi tutti in cassa integrazione e la produzione è ferma. L’azienda ha già vissuto momenti di difficoltà, ma mai si era giunti ad una situazione così seria. Le richieste che la proprietà ha rivolto ai lavoratori (rinuncia alle ferie pregresse e future, rinuncia al 10% dello stipendio e all’eventuale straordinario che si rendesse necessario per il raggiungimento degli obiettivi di produzione prefissati) sono state giudicate inaccettabili dai lavoratori stessi e dai sindacati. Nel condividere questo giudizio, sottolineiamo che la proprietà – a fronte di tanti sacrifici – non ha finora offerto nessuna concreta garanzia e non ha, ad oggi, presentato un piano industriale sul quale aprire il confronto fra le parti. In questa vicenda, come in altre del nostro tempo, ai lavoratori viene chiesto di pagare situazioni di sofferenza che solo in parte vedono come causa l’attuale crisi economica. Ci chiediamo se non abbia pesato - sulla situazione di crisi ormai drammatica della FAC – anche una gestione inadeguata dell’azienda e la scarsa disponibilità dimostrata finora dalla proprietà a ricercare una soluzione condivisa per uscire dalla crisi. Siamo d’accordo sul coinvolgimento di Comune, Provincia e Regione per far sentire ai lavoratori il sostegno dell’intera collettività e per contribuire, dai diversi livelli istituzionali, al raggiungimento dell’obiettivo di uno sbocco positivo alla loro giusta lotta.