Vendola: un accordo con Monti? I nostri programmi sono incompatibili



Monti estremista “Un accordo con Monti? Ci sono profili di incompatibilita’ dal punto di vista dei programmi, dell’impostazione politico-culturale”.
Cosi’ Nichi Vendola, leader di Sel definisce la sua contrarieta’ a un accordo post-elettorale con la coalizione guidata dal premier.
“Monti – ha aggiunto Vendola – e’ stato uno degli interpreti di quella politica dell’austerity che ha messo in grandissima difficolta’ tutta l’Europa, che rischia di essere uno sbarramento al sogno di un avanzamento sul piano dell’unificazione, dell’allargamento dell’Unione europea.
Il polo del nuovo centro-sinistra ha il diritto di governare senza ipoteche, senza eterodirezioni.
Il punto e’ capire se e’ fondamentale investire su innovazione, ricerca, scuola, cultura, ambiente, quelle cose che non ci sono nell’agenda Monti.
Un’agenda che non parla di green economy, non parla di nuova politica dell’immigrazione.
Non voglio minimante denigrare il professor Monti ma non penso che la sua coalizione debba poter incontrare, dal punto di vista dell’alleanza di Governo, il centro-sinistra”.
Parlando di tasse, Vendola ha detto che “Monti e Berlusconi sono partiti alzando la barriera della lotta contro le tasse, ma sono entrambi i responsabili del piu’ alto innalzamento del prelievo fiscale della nostra storia.
In questo momento l’unico che le tasse le ha abbassate sono io nella mia regione”.
Vendola poi ha lanciato l’idea di una patrimoniale sulle rendite finanziarie: “Noi dobbiamo innanzi tutto stanare questa ricchezza. Se si immagina che quella finanziaria del Paese e’ stimata in 4mila miliardi di euro e che viceversa meno di mille persone dichiarano nella denuncia dei redditi piu’ di un milione di euro all’anno di reddito, siamo di fronte a una ricchezza largamente imboscata.
La tassazione alle transazioni finanziarie e sugli attivi finanziari non e’ una proposta bolscevica.
Dobbiamo ricostruire il Paese e il sacrificio per la prima volta dovrebbe essere chiamato a farlo quel mondo della ricchezza che e’ stato sempre un mondo esentasse. E’ una ragione economica, non lo dico per una ragione di invidia sociale”.
Vendola ha anche promesso di rivedere l’Imu: “Bisogna avviare un percorso che consenta di abbattere subito l’Imu per i redditi bassi per quanto riguarda la prima casa”.
Il leader di Sel si e’ detto anche favorevole all’ipotesi di uno stipendio minimo garantito, come ipotizzato dal capo dell’Eurogruppo Juncker: “L’Europa sarebbe piu’ forte se in tutto il Vecchio continente ci fosse una soglia minima – ha detto Vendola a Radio 24 -; dal mio punto di vista sarebbe interessante immaginare anche una soglia massima delle retribuzioni. Perche’ no? Per esempio nelle pubbliche amministrazioni, sarebbe una cosa sensata porre un limite non soltanto in basso, ma anche in alto.
Il rigore e’ una bella formula, soltanto che si e’ molto piu’ rigorosi con una parte della societa’ e molto meno rigorosi con un’altra parte. Quando si tratta di bussare a casa dei pensionati o dei giovani precari o delle famiglie normali, queste classi dirigenti si presentano senza troppi complimenti; quando si tratta di bussare a coloro che abitano nei piani nobili dei palazzi del potere, allora le classi dirigenti diventano sempre molto pudiche.
Ecco io vorrei fare il contrario”.
Vendola poi ha definito “da brividi” l’ipotesi di Berlusconi al Quirinale: “Stiamo parlando di cose che mettono i brividi. Il signor Berlusconi ha incarnato una stagione di regresso. E’ stato ed e’ nel mondo l’icona di una politica che usa le cose pubbliche per compiere affari privati. Penso che l’Italia stata gia’ fin troppo danneggiata da Berlusconi, immaginarlo al Quirinale e’ davvero agghiacciante”.
Infine una battuta sulle manifestazioni in Francia contro i matrimoni gay: “Mi pare una battaglia di retroguardia destinata a essere sconfitta dalla storia. E’ la storia che condanna coloro che permangono sulle trincee di una morale tradizionalista da imporre a tutti”.

15 gennaio 2013

Cassazione e diritti: una sentenza di chiarezza



Genitori gay“ Sostenere che sia dannoso per l’equilibrio e lo sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale non è che un pregiudizio”
Queste poche ma importantissime righe contenute nella sentenza odierna della corte di cassazione ci ricordano per l’ennesima volta quanto il nostro Paese sia in ritardo sui diritti delle coppie Lgbtqi e in generale sui diritti civili. Dai diritti della comunità Lgbtqi alle carceri, dal femminicidio al fine vita, dalla procreazione assistita alla perfetta laicità dello Stato i vuoti della politica e della legislazione italiana che condannano l’Italia ad una forte arretratezza culturale.
Mentre le destre capitaliste e individualiste “scendono” e “salgono” in politica per difendere il capitale e il profitto, Sinistra Ecologia Libertà si impegna in questa campagna elettorale e si candida alla guida del nostro Paese per riportare al centro del dibattito politico, insieme alla tutela dell’ambiente e i diritti dei lavoratori, i diritti civili e la dignità dell’individuo perché non di solo pane vive l’uomo .
L’importanza dei diritti del cittadino è e sarà la linea guida delle nostre attività parlamentari per riportare il nostro Paese ad essere di nuovo un faro di civiltà e cultura.

Savona, 13 gennaio 2013

(foto tratta da http://www.queerblog.it/post/42775/solo-un-pregiudizio-la-cassazione-dice-si-ai-genitori-gay)



Francesco Nappo lascia PRC per SEL



Napoli, Francesco Nappo: lascio il Prc e voto Sel, serve un nuovo blocco sociale.

Francesco NappoIl 24 di febbraio voterò per S.E.L. alla Camera ed al Senato. Questa scelta fa seguito alle mie dimissioni da Segretario regionale della Campania del P.R.C. ed alla decisione di non più rinnovare la tessera di quel partito. Considero,infatti, la presentazione della lista “Rivoluzione civile”, cui il P.R.C. aderisce, peraltro in modo anonimo e subalterno, all’esterno della coalizione guidata da Bersani, un gravissimo errore politico che sempre più si palesa come un atto di deresponsabilizzazione di fronte ai pericoli di un avvitamento “weimariano” della crisi sociale ed istituzionale del Paese.
La scelta di Monti di candidare Albertini anche al Senato rischia di favorire in Lombardia una vittoria dell’asse P.D.L. – Lega che provocherebbe, anche nel caso di una netta vittoria della coalizione P.D.- S.E.L. alla Camera, l’assenza di una maggioranza al Senato, lo stallo legislativo, l’ingovernabilità del Paese.
Monti, perfettamente consapevole di questa possibilità, intende, agendo in tal modo, dettare le condizioni per evitarla: costringere il P.D. a schiacciare la sua sinistra interna, a rompere con S.E.L. e la C.G.I.L. ( che continua a definire quello di Monti un governo di destra), a separarsi brutalmente dagli interessi dei lavoratori e del progresso democratico e civile, a compatibilizzare i mondi vitali della socialità produttiva e la vita delle persone dentro una rinnovata, e più violenta, stretta funzionalistico-sistemica.
E’ questo il mandato che il liberismo globale in crisi affida alle classi dominanti dei paesi europei, al loro regime inter-governativo d’eccezione, alla tecnocrazia bonapartista che ne interpreta le pattuizioni volte alla demolizione del Welfare, al controllo classista delle politiche fiscali e di Bilancio, all’ulteriore devastazione privatistica della presenza pubblica nei processi di produzione e di riproduzione.
E’ questo il principale terreno di scontro, la sfida decisiva per l’intera Sinistra europea, quella che fu protagonista, anche attraverso dure contrapposizioni interne, della costruzione dello Stato sociale e dell’intervento pubblico dentro l’economia di mercato.
Le forze del lavoro e della democrazia emancipativa sono spinte da un’inedita e pesantissima recessione a riprendere quel cammino in termini profondamente nuovi.
Agiamo, infatti, in una situazione modificata sia dal lungo predominio liberista sia dalla sua crisi radicale, ma, soprattutto, dalla maturazione di più ampie possibilità individuali e sociali.
Al di fuori di vecchi schemi economicistici, quel che si impone all’intera Sinistra come bisogno politico e come ricerca culturale è la costruzione di un nuovo blocco sociale di emancipazione guidato dagli interessi collettivi e perciò aperto all’innovazione produttiva, ad una mobilità sociale che garantisca diritti e reddito, ad una riconversione ambientalmente responsabile dei servizi e delle attività produttive.
Allo stesso tempo è necessario sottrarre la categoria di “pubblico” ad ogni torsione statalista, socializzare i processi politico-istituzionali attraverso forme effettive di partecipazione e controllo decisionali al servizio della crescita qualitativa, intesa come cooperazione sociale che potenzia decisivamente ed insieme trascende la valorizzazione del capitale.
Per queste ragioni sarebbe stato necessario, e forse ancora sarebbe in qualche modo possibile, favorire la più vasta convergenza dei partiti e dei movimenti della Sinistra per sconfiggere i disegni ultraliberisti di Monti e la destra berlusconiano-leghista, per conseguire una vittoria elettorale completa sia alla Camera che al Senato.
So bene che anche tale necessaria convergenza elettorale, per essere possibile, ha bisogno di un accordo programmatico di governo sufficiente e credibile. So bene che tra il P.D. e le altre forze della Sinistra vi sono state e vi sono differenze e divergenze che non è giusto sottovalutare, prima del governo Monti e rispetto ad esso.
La crisi capitalistica, tuttavia, ha una tale portata che ha già modificato la dialettica interna del P.D. e la composizione del suo gruppo dirigente, i suoi rapporti con la C.G.I.L. e l’orientamento di quest’ultima. Permangono,beninteso, contraddizioni e ambiguità che, del resto, riflettono quelle del vasto e complesso retroterra sociale del P.D. nel quale gli interessi dei salariati e le aspirazioni legittime delle imprese non hanno trovato in questi decenni un compromesso dinamico.
Questo, però, non è un problema del solo P.D. o della C.G.I.L. ma anche delle componenti di “Rifondazione civile” che né dall’opposizione né dal governo, tantomeno da quello locale, hanno prodotto risultati significativi in quella direzione.
Riconosco a S.E.L. il coraggio e la lucidità di riproporre quest’ardua problematica sul terreno della responsabilità democratica e nel pieno di una crisi inquietante, interrogando la propria e l’altrui esperienza.
Anche solo per questo merita il voto di un vecchio militante del movimento operaio quale mi onoro di essere.

Francesco Nappo




I nostri candidati al Parlamento



Le prossime elezioni dovranno rappresentare un momento di svolta per garantire al Paese un Governo stabile, autorevole, forte di un programma discusso e condiviso e costruire un Parlamento che ridia dignità alla politica con rappresentanti scelti dagli elettori ed elettrici, e non imposti dall'alto.
Lo schieramento Italia Bene Comune, e SEL all'interno di esso, è l'unico ad aver scelto i propri candidati al Parlamento attraverso il ricorso alle elezioni primarie, nel corso delle quali è stato anche condiviso il programma elettorale.
E' con questa consapevolezza che SEL, anche nella nostra regione e provincia, si approccia a questa campagna elettorale e l'accettazione di Nichi Vendola della proposta di guidare la nostra lista è la sottolineatura dell'attenzione che Sinistra Ecologia Libertà dedica alla difficile situazione economica della Liguria, e di Savona in particolare, alle prese con i drammatici problemi della difesa dell'occupazione.
Nei prossimi giorni, con il calendario di seguito indicato, raccoglieremo le firme per la presentazione dei candidati al Parlamento, certi che la risposta delle persone sarà almeno pari a quella della partecipazione alle primarie.
In rappresentanza della nostra provincia in lista sono presenti tre candidati alla Camera dei Deputati ed uno al Senato.
Con soddisfazione possiamo dire di aver realizzato la piena parità di genere, ed anche di aver raggiunto un buon equilibrio generazionale, anche se, sul tema del futuro, delle opportunità, dei diritti, forte sarà l'impegno dei nostri eletti e di tutto il Partito nelle istituzioni e nella società.
I candidati savonesi sono:
Nicola Isetta, forte sello straordinario successo alla primarie nella nostra provincia: 50 anni, dipendente della Tirreno Power, ex sindaco di Quiliano ed ex coordinatore federale di SEL, è candidato alla Camera dei Deputati.
A lui si aggiungono
Francesca Marzadori, 50 anni, nata a Bologna, dipendente di un istituto di credito che opera nel capoluogo
Matteo Miniaci, albenganese, 28 anni, lavoratore precario presso le Poste

Nella lista per il Senato la nostra provincia sarà rappresentata da
Nicoletta Minellono, albenganese, 51 anni, insegnante di scuola primaria

savona, 10 gennaio 2013


30 Dicembre: le primarie di SEL



Domenica 30 dicembre anche in provincia di Savona si terranno le primarie di SEL per individuare i/le candidati/e che avranno il compito di rappresentare la regione Liguria alle prossime elezioni politiche. In tutta la provincia saranno allestiti sei seggi al fine di consentire a tutti gli/le elettori/trici e iscritti/e di SEL di esprimere le proprie preferenze, che ricordiamo potere essere due (uomo e donna). In particolare dalle 8 alle 20 sarà possibile votare presso:

-Varazze: sala congressi giardini N.S. dell’Assunta
-Quiliano: sala polivalente piazza della Costituzione
-Savona: sede provinciale SEL via Bono
-Albenga: libreria le torri piazza San Michele
-Spotorno: via mazzini 30
-Cairo M.: circolo arci Pablo Neruda via Romana

Ricordiamo che i candidati liguri a queste primarie sono i/le seguenti:
-Silvia De Bonis, 33 anni genovese lavora come capotreno dal 2003. Ha iniziato ad interessarsi di politica nei comitati Doria oggi è coordinatrice del circolo di ponente di Sel.
-Antonella Franciosi, 43 anni di La Spezia è avvocato e presidente del comitato Arci della Spezia.
-Maurizio Fortugno, chiavarese, coordinatore del circolo Sel del Tigullio.
Nicola Isetta


-Nicola Isetta, 50 anni savonese è impiegato presso la Tirreno Power. Dal 1995 al 1999 ha ricoperto la carica di assessore presso i Servizi Sociali del comune di Quiliano, mentre dal 1999 al 2009 ne è stato sindaco.










Carla Nattero

-Carla Nattero, 59 anni imperiese insegnante di liceo, da sempre impegnata nella sinistra locale, è stata consigliere e assessore comunale di Imperia.




-Stefano Quaranta, 41 anni è il segretario regionale di Sel in Liguria.

Da sempre SEL ritiene il legame degli eletti con il territorio e la parità di genere valori fondamentali e, coerentemente con quanto deliberato dalla propria assemblea provinciale e per sostenere la pluralità anche nel territorio del ponente ligure sostiene le candidature di Nicola Isetta e di Carla Nattero, invitando gli elettori e le elettrici della provincia di Savona, ferma restando l'ovvia libertà di scelta, ad esprimere in questo senso le loro preferenze domenica 30 dicembre.

Savona, 28 dicembre 2012





L’anno orribile dell’occupazione a Savona



sciopero generaleL'anno orribile dell'occupazione in Provincia si chiude con dati drammatici: tutti gli indicatori mostrano un'economia in caduta libera ed in tutti i settori. In assenza di politiche attive per il lavoro e l'economia, il 2013 si aprirà sotto infausti presagi: la diminuzione dei consumi si accentuerà, mettendo in modo una spirale recessiva impossibile da sostenere sia economicamente che, soprattutto, socialmente.
Le politiche del governo Monti e di quelli che lo hanno preceduto hanno pesanti responsabilità su questo stato di cose: innanzitutto per aver negato, colpevolmente ed irresponsabilmente, l'esistenza di una crisi economica profonda e generalizzata e poi per aver successivamente puntato sul necessario risanamento finanziario, ma perdendo di vista la necessità di stimolare lo sviluppo dell'economia.
Il debutto del governo Monti aveva fatto ben sperare, nonostante le contraddizioni del suo programma, sulla volontà della lotta all'evasione fiscale, ma dopo i primi mediatici provvedimenti poco è stato fatto su questo fondamentale aspetto di giustizia ed equità; come carente è stata l’attività governativa sul rilancio della produzione industriale, sulla semplificazione del mercato del lavoro e la disciplina dei cosiddetti “contratti atipici”, mentre i provvedimenti adottati, nella spasmodica ricerca di risorse da destinare al risanamento finanziario, hanno attaccato pesantemente il reddito ed i diritti dei lavoratori con i risultati che oggi sono davanti agli occhi di tutti.
SEL ha da tempo denunciato il pericolo di una politica economica di stampo apertamente e palesemente liberista e monetarista ed è questo il motivo principale per cui ritiene non più perseguibile la cosiddetta “agenda Monti”. E' necessario perseguire una politica economica nuova volta a favorire uno sviluppo sostenibile ed una crescita occupazionale di qualità, anche superando il tabù europeo del pareggio di bilancio, inteso come fine e non come mezzo.
Nella nostra provincia le conseguenze della crisi si sono manifestate in forme più gravi che altrove, per l'assenza di una programmazione e di una corretta previsione delle conseguenze da parte dell'istituzione provinciale, forse anch'essa abbagliata dai “ristoranti pieni” e per la delicatezza del tessuto produttivo provinciale, che ancora non ha saputo trovare una sua precisa vocazione dopo la crisi della grande industria.
E' indispensabile che le istituzioni si facciano carico di questa situazione per garantire al territorio tranquillità economica e sociale e speranza ai giovani che oggi, sempre più, pagano i costi di una crisi che viene da lontano e che, per essere superata, ha necessità di scelte innovative e coraggiose e non di slogan elettoralistici come quelli che, di nuovo, si stanno sprecando in queste ore.

Savona 11/12/2012